Tra 24 ore l’ACTA sarà cosa pubblica (21/4/2010)

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Riportiamo l'articolo apparso sul sito di WebNews il 20/4/2010.

C’è fermento attorno all’ACTA. Il documento, dopo lunghi mesi di trattative segrete e di pubbliche pressioni per la trasparenza, sta per divenire cosa pubblica e, con forte frattura rispetto al passato, mette il diritto pubblico nelle mani di tutti invece che confinarlo alle sale delle riunioni tra le istituzioni nazionali. Presso la Electronic Frontier Foundation c’è forte fermento e già si promette una analisi immediata del testo appena sarà disponibile.

L’annuncio di pubblicazione del documento relativo ai negoziati Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA – Accordo Commerciale Anti-Contraffazione) giunge dall’ufficio della US Trade Representative in seguito all’ultimo incontro di Wellington, Nuova Zelanda: «L’ottavo round di negoziati sull’ACTA si sono tenuti a Wellington fra il 12 ed il 16 Aprile 2010 [...]. I partecipanti ai negoziati includono Australia, Canada, Unione Europea, Giappone, Korea, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Singapore, Svizzera e Stati Uniti».

Tra 24 ore il documento sarà pubblico in risposta ad una necessità che le nazioni coinvolte dal negoziato hanno avvertito come logico sviluppo di una maturità ormai propria del trattato. L’accordo è stato quindi unanime: il documento sia pubblico, e sia pubblicato in data 21 Aprile.

L’ACTA è un primo importante tentativo di accordo internazinoale che renda il mercato globale un ambiente unico governato da linee guida semplici e condivise. Tali linee debbono rispettare le autonomie nazionali, difendendo pertanto i diritti fondamentali degli utenti e le differenze esistenti tra le varie realtà. Il gruppo delle nazioni partecipanti ha intenzione di giungere ad una bozza finale e definitiva già entro l’anno. Ad oggi l’unica cosa che non verrà resa nota è la posizione dei singoli paesi in merito alle singole materie.

La pressione delle associazioni e della Commissione Europea ha però reso possibile la pubblicazione, il che significa moltiplicare la platea delle audizioni attorno alla bozza odierna con la formazione di un forum internazionale che valuti quello che è ad ogni effetto un regolamento che andrà ad incidere sull’intera popolazione delle nazioni aderenti.

La decisione è stata presa dopo che il Parlamento Europeo aveva chiesto ufficialmente notizie sugli accordi temendo deviazioni pericolose. La risoluzione approvata con 633 voti favorevoli, 13 contrari e 16 astensioni pretende trasparenza circa una trattativa su cui il Parlamento intende vigilare più da vicino.